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Da maggio né soldi né uomini per l’ENIT e…..lo chiudiamo?

Posted on 10 Ottobre, 201222 Marzo, 2020 by Giulio David

Stati generali del turismo: report #1

Il 5 e 6 ottobre si sono svolti a Roma gli Stati generali del turismo. Sono stati un’occasione  per riflettere sulla situazione del turismo con un  focus sul caso di Roma.

Questo primo report comincia dal pitch del professor Celli, presidente di Enit,
che ha ben messo in luce anche alcune delle criticità che caratterizzano il turismo italiano:

•    manca l’innovazione di prodotto, “l’ultimo rimane la Costa Smeralda”
•    l’offerta turistica è frammentata
•    non ci sono risorse finanziarie per Roma capitale
•    l’ ENIT non ha le risorse –né soldi né uomini- per poter operare
•    il decreto sviluppo appena varato non fa alcun cenno al settore turismo.

Partiamo da qui.

Decreto sviluppo: ma, al momento della firma, il ministro Gnudi, non aveva dichiarato che il Decreto rappresentava un importante passo in avanti per la valorizzazione del turismo come una delle leve per il rilancio della nostra economia? E che la promozione del sistema Paese non può che essere la mission di Enit? Oggi, il suo Presidente, scopre che la mancanza di qualsiasi cenno al turismo del Decreto significa di fatto relegare il turismo ad un ruolo più che secondario.

Forse che, dichiarazioni pubbliche a parte, gli è mancato il tempo per mettersi d’accordo sulle misure da proporre per fare del turismo una leva di sviluppo per il paese?

Innovazione di prodotto e frammentazione: fa strano che il Presidente di Enit, l’ente che per statuto deve  curare la promozione integrata delle risorse delle Regioni, a cui fornisce anche consulenza in materia di prodotti turistici individuando idonee strategie commerciali, lamenti la mancanza di una promozione turistica integrata e di una offerta fatta di prodotti vecchi.

Certo bassa qualità e vetustà dei prodotti turistici avranno un peso nel calo della quota di mercato nostrana, ma è sicuro che i canali di vendita hanno un esito circa il flusso degli incassi come dimostra uno studio condotto dal professor Baggio nel quale si evidenzia che le vendite dei prodotti turistici italiani fatti attraverso le OTA,  finiscono per la maggior parte all’estero, dirottando così enormi risorse fuori dal paese.

A questo punto, è fuori tema richiamare l’attenzione su una altra annosa mancanza indispensabile per commercializzare e promuovere i prodotti turistici? Non ci sembra, perché oggi, ancora non ce lo abbiamo in Italia un portale turistico che sia degno di questo nome! Avanti così e anche il web sarà obsoleto!

Città metropolitane: il focus su Roma capitale è il ringraziamento alla città che ha ospitato l’evento e ha proposto problemi e opportunità connesse al futuro assetto di una area territoriale significativa. Tuttavia si è mancata l’occasione per avviare il processo di innovazione dei prodotti turistici in relazione ai nuovi turismi e ai più recenti comportamenti che ispirano il consumo dei vacanzieri. Infatti per raggiungere le numerose nicchie di mercato non si può più ignorare la valorizzazione dei piccoli territori  e continuare a privilegiare i soliti grandi e congestionati attrattori. La teoria economica della lunga coda ormai è dottrina nel turismo: tante piccole vendite fanno più fatturato dei best seller.

E invece no. Non sarà il modo di pensare e di ideare i prodotti turistici che è vecchio?

Ma veniamo al dunque.

ENIT: da maggio né soldi né uomini. Dal prossimo maggio ENIT non avrà più risorse per svolgere le funzioni istituzionali e raggiungere gli obiettivi per i quali è stato istituito.
Stefano Landi, in apertura dell’ultima tavola rotonda della seconda giornata degli Stati generali, ha dato voce al sentire dei molti di cui ci sentiamo parte: “Ieri Celli mi ha fato tenerezza quando ha detto che non avrà più i soldi. In realtà io mi stupisco di come abbia fatto ENIT a sopravvivere dopo venti anni di campagne promozionali fallimentari. Non si hanno più i soldi: se contiamo gli stipendi dei dirigenti e quelli spesi fino ad oggi per azioni di promozioni ora ne avremmo di sicuro”.

E allora? Se le funzioni previste dallo statuto non si possono svolgere e gli obiettivi aziendali non possono essere raggiunti perché continuare a pagare fior fiori di stipendi a manager e dirigenti per organizzare  feste e eventi nelle sedi estere? Perché non lo chiudiamo e finalmente ci alleggeriamo di sto’ carrozzone?

2 thoughts on “Da maggio né soldi né uomini per l’ENIT e…..lo chiudiamo?”

  1. Ile ha detto:
    10 Ottobre, 2012 alle 10:44 am

    “E allora? Se le funzioni previste dallo statuto non si possono svolgere e gli obiettivi aziendali non possono essere raggiunti perché continuare a pagare fior fiori di stipendi a manager e dirigenti per organizzare feste e eventi nelle sedi estere? Perché non lo chiudiamo e finalmente ci alleggeriamo di sto’ carrozzone?”
    non è un’idea malvagia, dopotutto….

    Rispondi
  2. October ha detto:
    12 Ottobre, 2012 alle 10:22 am

    Direi che la chiusura non può che aiutare l’Italia. L’importante è che ci si renda conto che al Paese non servono più azioni di politica ma azioni concrete realizzate con cognizione di causa, non per “tradizione” e a caso come è stato fatto finora.

    Rispondi

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